Cronaca di Frosinone

Giovedì 15 Giugno 2000
L’inchiesta su Villa Gina/Ultimato il giro d’interrogatori dei medici ciociari coinvolti nelle indagini dei carabinieri
«Soldi per abortire? No, solo parcelle»
Il dottor Pavia, di Cassino: erano le pazienti a voler andare in clinica

di ALESSIO PORCU

Lo accusano di avere preteso soldi dalle pazienti per farle abortire lontano dalla provincia di Frosinone. Il ginecologo Giuseppe Pavia di Cassino ieri si è difeso attaccando la sanità ciociara. «Non ho inviato donne alla clinica Villa Gina in cambio di soldi. Nella mia carriera ho compiuto almeno seicento aborti e se avessi voluto specularci sappiate che da noi la legge su questa materia è applicata in modo tale che avrei avuto un pretesto al giorno per dirottare alle cliniche decine di casi». Il medico è impegnato da anni in una battaglia per consentire le interruzioni di gravidanza negli ospedali ciociari: dalla settimana scorsa è agli arrestati domiciliari come la sua collega cassinate Annamaria Panico, entrambi indagati per lo scandalo degli aborti clandestini a Villa Gina.
Contro il dottor Pavia ci sono le dichiarazioni di una donna di Cassino ed un’altra di Pontecorvo: «Lo pagammo per abortire a Villa Gina», dicono di avere versato fino a quattro milioni; una aggiunge: «Pretese quei soldi». Frasi che hanno portato alle accuse di associazione per delinquere, concussione, estorsione; non la falsificazione delle ecografie. Assistito dagli avvocati Stefania Iasonna e Paolo Gallinelli il ginecologo ieri ha chiarito «Presi molto meno di un milione, era il corrispettivo per l’assistenza prestata come professionista privato ed esterno a Villa Gina». Perchè le indirizzò proprio lì? «Fu un caso, ero al consultorio di Frosinone e sentii che consigliavano quella clinica convenzionata. La indicai alle pazienti che non vollero abortire nell’ospedale di Pontecorvo perchè abitano in zona e temevano che la loro scelta si sapesse in giro». Da quanto durano i rapporti con Mario Spallone, che gestice la clinica? «Degli Spallone conosco solo Ilio, ho avuto contatti con Villa Gina solo tra giugno e luglio ’99. Ho trattato al massimo tre casi e tutti entro le 12 settimane indicate dalla legge».
Infine la critica alla Sanità ciociara: «In provincia di Frosinone quasi tutti i medici sono contro gli aborti; opero nell’ospedale di Pontecorvo ma ho a disposizione appena un’infermiera, non ho il supporto di un anestesista e per questo posso intervenire solo sulle gravidanze fino alla nona settimana. Le donne al terzo mese di gravidanza non posso accettarle. In queste condizioni non vi meravigliate se nascono sono scandali di questo tipo».