Cronaca di Frosinone

Giovedì 15 Giugno 2000
LE ACCUSE DELLE DONNE
«Sì, ho pagato il medico per farmi ricoverare»

Sei aborti a Villa Gina raccontati da donne ciociare. Le loro deposizioni sono state raccolte dai carabinieri: sono scritte in quelle pagine, le accuse contro i ginecologi cassinati Giuseppe Pavia e Annamaria Panico. Tutte hanno riferito una stranezza: «Un paio di giorni dopo il ricovero venni operata per interrompere la gravidanza. No, non mi fecero attendere la settimana di riflessione prevista dalla legge in modo da maturare un eventuale ripensamento». Accuse delle quali ora dovranno rispondere i responsabili della clinica. Contro il dottor Pavia ci sono queste frasi: «Pagai per abortire a Villa Gina, versai una somma direttamente a lui ed un’altra alla clinica». E ancora: «Sono in cura dal dottor Pavia (...) non volevo abortire nell’ospedale di Pontecorvo perché temevo che si venisse a sapere in quanto abito in un paese vicino (...) allora fu lui ad indicarmi il nome di Villa Gina (...) Sì, il dottor Pavia era presente all’intervento cui sono stata sottoposta».
L’accusa principale contro la ginecologa Annamaria Panico è basata invece su questa frase, riferita dalle tre donne che indirizzò nella clinica romana: «La dottoressa mi avvertì che lì c’era da pagare qualcosa». Una di loro ha aggiunto: «Venni dimessa da Villa Gina nel mese di giugno del 1999 poco dopo l’interruzione di gravidanza, il dottor Spallone mi diede un pacco di bigliettini da visita chiedendomi di portarli alla dottoressa Panico». Per gli investigatori è la prova dell’accordo che esisteva tra il medico cassinate e la struttura sanitaria finita sotto inchiesta.

Al.Po.