Frosinone

Venerdì 6 Ottobre 2000
Frosinone/Gli interventi dovevano ripartire venerdì, ma i nuovi macchinari non sono ancora arrivati
Sale operatorie, resta il blocco
I carabinieri del Nas, intanto, passano al setaccio l’Umberto I

di GIANPAOLO RUSSO

Le sale operatorie dell’ospedale "Umberto I" di Frosinone resteranno ancora chiuse. Dopo il blocco degli interventi in seguito ai controlli del Nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri, che avevano riscontrato carenze igieniche e cattivi funzionamenti degli impianti di climatizzazione, sia il direttore del nosocomio, Pasquale Antignani, che il responsabile delle Relazioni esterne della Asl, Renato Sponzilli, avevano garantito che oggi le sale sarebbero tornate in funzione. Invece ciò non sarà possibile. A spiegarne i motivi è lo stesso Sponzilli: «Purtroppo — dichiara — c’è stato un ritardo nella consegna del macchinario di climatizzazione che ci verrà consegnato solo domani sera (questa sera, ndr). Per il resto tutti gli altri lavori sono stati eseguiti: i locali sono stati ripuliti con un nuovo intonaco, sono state messe a norma le vie di fuga e i rilevatori di fumo».
Ma allora quando riapriranno le sale? «All’inizio della prossima settimana — risponde — ma non posso essere più preciso, in quanto oltre al montaggio del macchinario bisognerà verificarne il buon funzionamento ed eventuali inconvenienti possono sempre accadere. In realtà io confido che già da lunedì gli interventi possano tornare a pieno regime». Non si fa attendere la bacchettata da parte del sindacato Ugl. «E’ la conferma — dichiara il segretario Rosa Roccatani — della situazione di sfascio in cui versa la sanità locale. Questi ritardi non dovevano avvenire. Gli interventi previsti si vanno ad accumulare ed i pazienti sono costretti ad attendere chissà per quanto tempo. Le colpe? Sono sempre le stesse e vanno nella direzione del direttore della Asl, Nicola Pugliese, che finora ha fatto solo politica ma non si è impegnato per migliorare la sanità ciociara».
Resta, comunque, aperta la sala riservata alle emergenze. Questa situazione che, oramai, si protrae già da parecchi giorni ha determinato la sospensione dei ricoveri. I pazienti che avevano in programma degli interventi si sono sentiti rispondere che per il momento le operazioni erano sospese. Così alcuni di loro hanno preso la strada che porta all’ospedale di Alatri o di Sora. Gli altri, Rassegnati, aspettano che la situazione torni alla normalità. Intanto proseguono le indagini dei Nas presso l’ospedale del capoluogo. Giovedì hanno setacciato palmo palmo il reparto di ortopedia. Dai primi riscontri sembra che non tutto funzioni al meglio. Sono state, infatti, riscontrate carenze igieniche nel reparto, mentre gli spogliatoi non hanno destato una buona impressione. «Più che spogliatoi — interviene Rosa Roccatani — sono anticamere dei bagni. Di spogliatoi hanno ben poco. Non c’è poi una netta distinzione tra spogliatoi riservati ai pazienti e quelli riservati al personale. Mi risulta, inoltre, che in alcuni reparti non ci sia neanche la suddivisione tra quelli per gli uomini e quelli per le donne». Le indagini continueranno anche nei prossimi giorni. Ogni reparto dell’ospedale verrà controllato sia sotto il profilo igienico-sanitario che sotto l’aspetto della sicurezza. In attesa della realizzazione di un nuovo ospedale civile nel capoluogo i cui tempi, però, appaiono lunghissimi, occorre risistemare la più presto la struttura di viale Mazzini. Lo stesso assessore regionale alla Sanità, Vincenzo Saraceni, interpellato sulla situazione sanitaria ciociara, si è detto molto preoccupato. «L’obiettivo a breve termine — ha dichiarato — è quello di potenziare le strutture già esistenti e migliorare il servizio agli utenti».