Cronaca di Frosinone

Martedì 24 Ottobre 2000
Asl nella bufera/Sequestri in via Fabi
Indagini della Finanza sulle convenzioni con le cliniche private 

di DOMENICO TORTOLANO

E' bufera sull'Asl di Frosinone sia per gli appalti che per gli incarichi conferiti. Negli ultimi giorni accuse sono venute non solo dai sindacati ma anche dall'ordine degli Ingegneri e ieri, proprio mentre si apriva un convegno internazionale di architettura sanitaria, un blitz inatteso delle Fiamme gialle in via Fabi ha creato scompiglio nella "città della salute". Ma, soprattutto, ha confermato l’attenzione della magistratura su diversi capitoli della gestione del manager Nicola Pugliese.

CONVENZIONI SOSPETTE. Tutte le convenzioni stipulate finora dal manager dell'Asl, Nicola Pugliese, con le case di cura private sono al vaglio dei funzionari del servizio ispettivo del ministero del Tesoro. Un’ inchiesta scaturita dalla serie di esposti inviati alla Guardia di finanza dal sindacato Ugl ma anche da altre organizzazioni. Gli uomini della Finanza hanno preteso dai dirigenti dei vari uffici della "città della salute" di via Fabi tutti i fascicoli sulle convenzioni, non tralasciando quella relativa alla "Città Bianca" di Veroli con la quale l'Asl ha stipulato un contratto per circa 16 miliardi per la fornitura di una serie di servizi sanitari. Secondo gli esposti, la maggior parte delle convenzioni sarebbe illegale perché l'Asl non avrebbe espletato regolari bandi di gara. Non a caso la stessa Corte dei Conti sta indagando sugli eventuali sperperi di denaro pubblico.

CONSULENTI SUPERPAGATI. Va avanti poi l'indagine della Corte dei Conti sulle consulenze d'oro a professionisti esterni. Infatti secondo uno dei tanti esposti inviati sia alla magistratura penale che amministrativa, l'Asl negli ultimi due anni avrebbe conferito una serie di incarichi professionali anziché utilizzare il proprio personale interno. Per esempio, con una delibera del 28 dicembre 1999 ne risultano affidati ben dodici per una spesa complessiva di due miliardi e 700 milioni ma i beneficiari sono soltanto quattro fortunati consulenti. E tra questi quattro, c’è un ingegnere romano incaricato sia di ridisegnare le sale operatorie che di elaborare i relativi capitolati d’appalto. Un incarico - contesta l'Ugl in un esposto - interamente di carattere fiduciario dato senza alcuna pubblicizzazione preventiva e senza la valutazione dei curricula degli altri professionisti interessati.

GARA D’APPALTO SOSPESA. Ancora guai per l'Asl che è stata costretta a sospendere, su disposizione della regione Lazio, la gara d'appalto per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione e adeguamento normativo delle sale operatorie negli ospedali di Frosinone, Pontecorvo e Cassino per un importo di cinque miliardi e 200 milioni. Gli uffici regionali del genio civile di Frosinone e Cassino hanno praticamente bocciato i progetti non cantierabili anche perché il finanziamento è incerto. Anche su questa gara sta indagando la Corte dei Conti per sperpero di denaro pubblico.
Infatti, secondo una relazione del dottor Giancarlo Pizzutelli (funzionario dell’Asl) inviata a Pugliese, in base ai sopralluoghi eseguiti nella primavera del ’98 dall'ing. Panzanella e dei medici Tremiterra e Pessia, ogni sala operatoria sarebbe costata 70 milioni mentre, nel progetto attuale, una sala operatoria costerebbe quasi 900 milioni. Una disparità che non è sfuggita ai magistrati della Corte dei Conti. Il progetto attuale è quello redatto dall’ingegnere romano, già nel mirino dell’Ugl, il quale dapprima fu pagato, come consulente, con un compenso di 5 milioni al mese. Successivamente venne deliberato un compenso di 500 milioni per la progettazione delle sale operatorie degli ospedali di Anagni, Alatri, Frosinone, Sora, Cassino e Pontecorvo.