Cronaca di Frosinone

Mercoledì 6 Dicembre 2000
La situazione più critica è al Pronto soccorso: effettua in media cento prestazioni al giorni con soli tre sanitari, che da domenica diventeranno due

di GIGINO MINNUCCI

L’ospedale di Alatri è super affollato. Da alcuni mesi, infatti, è l’unica struttura che riesce a soddisfare le necessità dell’area nord della provincia. Ciò è causa di uno stato di disagio e motivo di preoccupazione per i primari del San Benedetto perché l’imprevedibile aumento dell’afflusso dei malati non ha coinciso con il necessario aumento del personale.
Il maggior lavoro nell’ospedale di Alatri è stato causato anche dalla temporanea chiusura, per motivi tecnici, di alcuni reparti di altre strutture ospedaliere limitrofe come l’Umberto I di Frosinone. Particolare preoccupazione desta il servizio di pronto soccorso, dove, come spiega il direttore sanitario Roberto Papitto, il primo novembre erano in servizio quattro medici diventati tre il 17 dello stesso mese e saranno addirittura ridotti a due il 10 dicembre prossimo. E mentre ad Alatri il reparto effettua in media cento prestazioni al giorno, a Frosinone dove sono in servizio tredici medici ne vengono effettuate 120-140 e ad Atina, dove giornalmente ricorrono al pronto soccorso da tre a cinque persone, i medici a disposizione sono cinque. Questi i dati più appariscenti di una situazione insostenibile che potrebbe anche essere causa di malsanità.
Per denunciare la gravità della situazione oltre due mesi fa, tutti i primari dell’ospedale di Alatri, si riunirono in assemblea e dopo ampia discussione inviarono una lettera al direttore generale Asl, al Prefetto e al Questore di Frosinone con la quale denunciavano tra l’altro la cronica carenza di personale che si era drammaticamente aggravata con la mancata sostituzione del personale infermieristico incaricato a tempo determinato e con la difficoltà di assegnazione di incarichi al personale ausiliario. I sanitari facevano notare inoltre l’aumento dell’afflusso dei malati in seguito all’ampliamento di fatto del bacino di utenza e chiedevano la sostituzione di alcune indispensabili attrezzature tecniche rese quasi inservibili per lo straordinario uso a cui erano state sottoposte. La richiesta non ha avuto nessun esito. Per questo nell’ambiente sanitario c’è molta aspettativa per quanto vorrà dire in proposito il nuovo direttore generale dottor Carmine Cavallotti nella sua prima uscita ufficiale. Per una visione d’insieme intanto il nuovo manager ha già visitato le maggiori strutture ospedaliere della provincia compreso il San Benedetto di Alatri.