Cronaca di Frosinone

Lunedì 8 Gennaio 2001
Inchiesta sui dottori con doppio lavoro/L’Ugl denuncia: il fenomeno è diffuso, ma finora è mancata la volontà di reprimerlo
«Troppi medici nell’illegalità»
Il sindacato lancia l’allarme. Il manager annuncia: «Controlli a tappeto»

di ALESSIO PORCU

Un'inchiesta interna della Asl di Frosinone, cinque medici al centro dei sospetti, molti loro colleghi destinati a fornire chiarimenti nei prossimi mesi, nuove polemiche e accuse sulla passata gestione della sanità in Ciociaria. Tutto ruota attorno all'indagine amministrativa avviata nelle settimane scorse dal nuovo manager Carmine Cavallotti: ha disposto un controllo sui suoi dipendenti che svolgono la professione anche all'esterno di ospedali e ambulatori dell'Azienda. Sono saltati fuori in pochi giorni i casi di cinque dottori che avevano un doppio lavoro, non autorizzato dall'amministrazione; due sono stati sospesi mentre per gli altri tre la decisione verrà presa questa settimana. La verifica riguarderà tutti gli attuali 4.337 dipendenti Asl e si completerà tra giugno e settembre. E nel frattempo scendono in campo i sindacati: "E' giusto fare questi controlli a tappeto, il problema non lo scopriamo oggi, finora non c'è stata la volontà di fare pulizia perchè la vecchia gestione del manager Nicola Pugliese è stata caratterizzata dalle coperture incrociate" attacca Rosa Roccatani, segretario dell'Ugl Sanità. In altre parole la Asl chiudeva un occhio e i medici interessati chiudevano l'altro, senza darsi fastidio a vicenda, secondo il sindacato.
L'Ugl non è la sola a pensarla così: "Questo genere di verifiche amministrative sono previste dalla legge - confermano anche altre sigle sindacali - non c'è da meravigliarsi che il dottor Cavallotti le abbia avviate. Semmai bisogna domandarsi come mai non sono state eseguite anche sotto la precedente gestione, improntata al "Vogliamoci bene"". Ma cosa prevede la norma? In pratica i medici possono scegliere di lavorare in modo esclusivo per la sanità pubblica oppure di svolgere l'attività anche all'esterno, presso strutture private. Nel primo caso hanno diritto ad un compenso più alto. L'indagine ora sta cercando quei dipendenti che hanno dichiarato di svolgere la professione solo per l'Asl ma poi hanno fatto i consulenti per i privati.
Un fenomeno isolato? "No, il problema è diffuso. L'indagine amministrativa è un atto di trasparenza verso i pazienti e verso i medici onesti" dicono i sindacati. "L'importante è che l'accertamento non si trasformi in una caccia alle streghe per punire solo una parte della categoria" puntualizzano altri. Intanto c'è chi sta studiando come mettersi in regola. "Possono farlo - chiariscono dall'Asl - basta che si autodenuncino e restituiscano la parte di stipendio percepita in modo irregolare".