Cronaca di Frosinone

Domenica 25 Marzo 2001
Al reparto oculistica del Ss Trinità l’unica apparecchiatura del Lazio meridionale
Sora, laser all’ospedale
A disposizione anche delle divisioni di Frosinone e Cassino

di CIRO ALTOBELLI

SORA - Un laser di ultima generazione per correggere i difetti della vista in dotazione all’ospedale «S.S. Trinità» di Sora. Evento importantissimo se si considera che sarà l’unico presente in strutture pubbliche dell’intero territorio del Basso Lazio (province di Frosinone e Latina).
A darne notizia il direttore sanitario dott. Corrado Busi Rizzi e il primario dell’unità operativa di oculistica dott. Luigi Rossini. Ed è stato proprio quest’ultimo a illustrare le caratteristiche del laser che viene usato per correggere difetti come la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia. Questo tipo di intervento, che agisce sulla cornea, viene praticato da anni in tutto il mondo, con risultati molto soddisfacenti a persone dai venti ai quarantacinque anni. Il direttore sanitario Corrado Busi Rizzi ha voluto sottolineare il merito del direttore generale dell’Asl Carmine Cavallotti che ha portato a positiva conclusione la vicenda che si trascinava da qualche mese. Diversi i vantaggi dell’uso del laser, primo fra tutti la durata di pochi minuti dell’intervento che viene effettuato in regime ambulatoriale senza cioè bisogno del ricovero ospedaliero. Da non sottovalutare poi l’aspetto economico che registra la drastica riduzione al solo pagamento del ticket sanitario di spese che invece nelle cliniche private si aggirano sui cinque/sei milioni.
Di assoluto rilievo, inoltre, il fatto che il macchinario verrà utilizzato, con modalità e tempi elaborati dalla direzione sanitaria, anche dalle altre due divisioni oculistiche presenti negli ospedali negli ospedali di Frosinone e Cassino dotate di apparecchiature all’avanguardia per la preparazione e per il decorso operatorio.
Un esempio lampante di intelligente politica sanitaria con strutture ospedaliere che collaborano per venire incontro alle esigenze dei pazienti ma anche un punto di partenza per offrire prestazioni ad alto livello per evitare l’increscioso fenomeno dei «pellegrinaggi della salute» con pazienti del nostro territorio costretti a recarsi negli ospedali più attrezzati di Roma o del nord Italia per vedere risolti i loro problemi.