Cronaca di Frosinone

Martedì 24 Aprile 2001
Alatri/Il San Benedetto costretto a sopperire alla chiusura del nosocomio di Ferentino e alle carenze di quello di Frosinone
Code infinite, l’ospedale scoppia
Al Pronto Soccorso arrivano, in media, 150 richieste d’intervento al giorno

di GLORIA VINCI

Code interminabili davanti al Pronto Soccorso di Alatri. Più di centocinquanta le richieste giornaliere di intervento urgente.
Medici e infermieri sull'orlo di una crisi di nervi per lo stress da superlavoro. Insomma, l'ospedale San Benedetto è a rischio collasso per il numero eccessivo di prestazioni che, ogni giorno, vengono richieste alla struttura sanitaria.
Il nosocomio di Alatri, infatti, fungerebbe da collettore di un'utenza molto più ampia rispetto al numero di pazienti previsto per il "San Benedetto". E il rischio è alto. Risulta, infatti, che spesso medici e infermieri siano sottoposti ad insostenibili turni di lavoro, fino a 12 ore consecutive, pur di garantire a tutti un tempestivo e adeguato intervento.
E lo stress può fiaccare anche il medico più esperto e preparato. Ma non è solo il Pronto soccorso a scoppiare. Dopo l'immediato intervento, i pazienti vengono smistati in altri reparti che a loro volta si sovraccaricano di richieste di ricovero. Quali le ragioni di una tale affluenza, che rischiano di penalizzare anche l’utente, nonostante la qualità dei servizi offerti dal nosocomio San Benedetto? Ad Alatri si riverserebbero numerosi utenti della zona di Ferentino e dintorni.
Ma non è stata solo la chiusura dell'Ospedale ferentinate a determinare un rilevante flusso migratorio nel vicino centro ospedaliero di Alatri. Consistenti gruppi di pazienti provengono anche da Frosinone e persino da zone fuori provincia, quale la stessa Roma. La preferenza accordata alla struttura ospedaliera alatrense non sarebbe dettata solo dalla necessità. L'Ospedale San Benedetto si trova all'avanguardia in numerosi settori della medicina e chirurgia, estremamente rilevanti per il benessere collettivo.
Basti pensare, prima di tutto, al modernissimo ed efficientissimo centro di Ortopedia (diretto dal dottor Lorenzo Ingegno) invidiato da tutti i paesi del circondario. Il reparto, fiore all’occhiello dell’ospedale, è preso d’assalto tutti i giorni da persone, molte delle quali provengono da fuori provincia. Non è da meno il centro di Radiologia, dove è in uso un sistema di diagnosi dei tumori quale la Tac "a spirale", del quale si servono anche famosi professori e specialisti italiani.
Purtroppo l'efficienza delle tante novità è spesso vanificata dalla cronica mancanza di personale, sia medico che infermieristico. Soprattutto quest'ultimo è stato ridotto all'osso, mentre a fronte dei tanti medici sfornati dalle Università gli stessi concorsi per il reclutamento sono stati da tempo bloccati. D'altra parte, molti medici che pur prestano la loro opera nell'Ospedale si alternano caoticamente con contratti a tempo determinato a tutto danno dell'efficienza generale del servizio sanitario. In verità sin dalla scorsa estate i primari dell’ospedale si rivolsero al manager Asl e allo stesso prefetto per superare tale situazione di emergenza. Da allora, poco o nulla è stato fatto.