Frosinone

Lunedì 2 luglio 2001
Cavallotti, Raponi & dintorni
Giudicare solo dai risultati

Una sua collaboratrice diretta, dunque, che avrebbe dovuto rispondere a lui, non necessariamente una "segnalata" dai partiti (anzi, meglio se non lo si è), una persona alla quale il manager aveva concesso, nel nominarla, la sua personale fiducia. Non certamente quella del coordinatore di Forza Italia, Massimo Roscia, o dell'assessore alla
sanità Saraceni o del presidente della specifica commissione regionale, Alessandro Foglietta, o dell'assessore all'agricoltura Antonello lannarilli, o del deputato Italico Perlini o, addirittura del presidente del consiglio comunale del Capoluogo, Domenico Spaziani Testa, peraltro nemmeno omologo alla maggioranza di governo alla Pisana.
Era un rapporto tra Cavallotti e la Raponi improntato sulla fiducia che, venuta meno, ha prodotto la revoca dell'incarico. Tutto qui, niente di scandaloso, niente di così inaudito e gravissimo o di arrogante.
Quanti segretari comunali vengono revocati ogni volta che cambia il Sindaco? E nessuno si scandalizza?
Una domanda all'avvocato Perlini che ha uno studio legale avviatissimo: se viene meno il rapporto fiduciario con la sua segretaria, cosa fa?
Se la tiene o la cambia? Ed allora ... !
Carmine Cavallotti che la Regione Lazio ha nominato Direttore generale della AsI di Frosinone deve essere giudicato sui risultati. E siccome dei risultati dovrà rispondere in prima persona è corretto lasciargli mano libera nella scelta dei suoi collaboratori più stretti. Almeno di coloro con i quali deve avere un rapporto fiduciario.
Come fa a sostenere il coordinatore provinciale di Forza Italia, il dottor Massimo Roscia, che il fatto è gravissimo, va approfondito e vogliamo capire cosa è successo".
Cosa deve capire il dottor Roscia in qualità di leader di un partito? Cosa invece dobbiamo comprendere noi, che la dottoressa Raponi era lì per "controllare" Cavallotti per conto di Forza Italia? Suvvia non offendiamo le capacità professionali della Raponì.
Ma cosa ancora si deve spiegare al signor Domenico Spaziani Testa, rappresentante de "I Democratici" su una vicenda che anche se avesse spessore politico comunque non lo riguarderebbe? In effetti, lui cosa c'azzecca?
Ripeto: Cavallotti va giudicato sui risultati dei quali sarà chiamato a rispondere in prima persona, ma i partiti debbono smetterla di interferire e, addirittura, di decidere lo staff di cui avvalersi. Perché, in tal caso, saranno i partiti a dover rispondere degli eventuali fallimenti - ed è tutto da vedere se ci saranno - di Cavallotti.
Se poi qualcuno è alla ricerca di alibi per farlo fuori, sappia di avere imboccato la strada sbagliata. Non è sulla "vicenda Raponi" che si può metterlo in discussione. Ha agito nella pienezza dei suoi poteri e dei suoi diritti.
Nemmeno sul fatto che non richiama in sede, anche se dovrebbe farlo e subito, medici e personale di altre qualifiche distaccato altrove senza che se ne sappia bene a quale titolo ed a fare cosa.
Il guaio è che siamo sempre alle solite. Siamo stati abituati ad aprire crisi municipali per lo spostamento di un bidello da una scuola all'altra o di un dattilografo. E, pertanto, nel nome e per conto di quelle abitudini che sono rimaste, non riusciamo proprio a lasciare stare il macchinista, consentendogli di lavorare in pace. Non vogliamo crescere.
L'altro ieri, Michael Schumacher ha perso la pole position a Magny Cours, per l'inezia di 38 centimetri, dieci millesimi di secondo che per macchine che girano oltre i trecento chilometri all'ora sono meno di un battito di ciglia.
E sapete perché? Nel suo giro veloce gli è arrivata dal box una improvvisa chiamata di Ross Brawn, quel tanto da distrarlo e da togliergli un pizzico di risultato. Se Brawn se ne fosse stato zitto, Michael avrebbe conquistato l'ennesima pole e migliorato il suo record personale.
Morale: per favore, non disturbate il conducente.