Cronaca di Frosinone

Mercoledì 11 Luglio 2001
ALATRI
L’Asl fa... bisticciare anche Casa delle Libertà e Ulivo

di PIETRO ANTONUCCI

ALATRI - Casa delle Libertà ed Ulivo si «beccano» ancora. Lo spunto è sempre la recente vicenda della Raponi all'interno dell'Asl che ha sollevato pareri discordi tra An e Fi: una discussione nella quale si è inserito il Ppi alatrense per «sparare» giudizi e accuse sull'operato della Destra a tutti i livelli.
Parole che Pier Francesco Folchi, esponente del locale direttivo di An, rimanda al mittente come «esercizi demagogici e privi di valenza politica». La risposta è diretta al capogruppo consiliare dei popolari Di Fabio, al quale viene suggerito di abbandonare il tentativo di stilare bilanci del governo regionale e statale in quanto inutili e assurdi. «Comprendo lo stato confusionale in cui versa il Ppi - scrive Folchi - ma io mi attendevo risposte precise ad un'accusa precisa resa nota in questi giorni e cioé che la precedente giunta di centrosinistra di Badaloni e appoggiata dal Ppi, ha lasciato un deficit di 7000 miliardi di lire, senza per questo migliorare alcun servizio e nessuna struttura, ottenendo, come unico risultato tangibile, quello di creare disservizi alla gente e di ostacolare l'operato della nuova Giunta».
Ed è qui che si inseriscono le valutazioni sul ruolo dell'Ulivo: «L' indecenza politica del centrosinistra - continua Folchi -, che io sostengo e ribadisco, si riscontra sia nel non sapersi mai prendere le responsabilità, anche quando queste hanno deficit stratosferici, sia nel non accettare mai serenamente il giudizio democratico della gente, che li ha ritenuti inadeguati a governare il Lazio e l'Italia». Respinte, infine, tutte le illazioni sulla presunta «spaccatura» intestina alla CdL e sul rischio di una caduta del governo Storace: «Di Fabio stia tranquillo: tutte le nostre energie saranno impiegate in modo esclusivo al servizio della gente, al cui giudizio ci sottoporremo alla scadenza del mandato, tra 4 anni, contrariamente al suo desiderio di diminuirlo», conclude Folchi.