Frosinone

Venerdì 3 agosto 2001
La commissione regionale alla Sanità processa il direttore generale. Che vince ai punti
Cavallotti dribbla le accuse

Il direttore dell'azienda sanitaria locale, dott. Carmine Cavallotti, alla fine ha vinto ai punti. E' stata una battaglia dura, con il direttore generale, al centro di un lungo fuoco incrociato, portato avanti con dovizia di particolari e richieste, dai componenti della commissione regionale della sanità, che punto su punto hanno ribattuto sull'operato, in particolare sulle decisioni prese (piano sanitario, pianta organica, strutture complesse), a suo dire strategiche, in questi primi otto mesi alla guida dell'Azienda sanitaria.
Ad aprire le danze, l'assessore regionale alle politiche agricole, Antonello Iannarilli, che senza peli sulla lingua lo ha accusato di aver fatto investimenti azzardati, senza copertura finanziaria. Ed ancora ha posto domande precise, con richiesta di risposta immediata, sul criterio adottato nel redigere la pianta organica, che non è stata bocciata dalla Regione Lazio, ma semplicemente rimandata al mittente, con richiesta scritta di chiarimenti. «Quello che mi chiedo - ha proseguito con il suo attacco a Cavallotti Iannarilli - quale metodo è stato adottato per giungere a tale risultato. Se è stata fatta una sorta di indagine sul territorio per tentare di avere un quadro preciso delle diverse esigenze. E soprattutto dove prenderà i soldi per sorreggere tale operazione. Sinceramente nutro delle forti perplessità su una pianta organica redatta in venti giorni. Per non parlare degli ospedali fatiscenti, dei medici che scappano dalla provincia per mancanza di condizioni idonee per lavorare. Davanti a questo quadro senza ritorno come si può minimamente pensare all'utenza ed a recuperare i viaggi della speranza?». Ma l'assessore Iannarilli, è andato ben oltre. Ha toccato anche il problema delle liste di attesa, nettamente aumentate ed ha ricordato a Cavallotti che Forza Italia, sarà sempre alle sue spalle pronta a giudicare il suo operato.
A supportare, il suo collega di partito ed a mettere ancora di più carne sulla brace, il vice presidente dei gruppo regionale di Forza Italia, Alfredo Pallone, che senza perdersi in chiacchiere ed entrando nella tecnicità della questione, lo ha accusato di abuso di potere, soprattutto nel dotare l'azienda (primo caso in assoluto) di una struttura complessa che «cozza con il contratto nazionale». Un intervento articolato e preciso durante il quale Alfredo Pallone, ha snocciolato una serie di incongruenze portate avanti dal direttore Cavallotti.
«Organi di staff - ha proseguito - non sono strutture complesse non hanno budget, sono soltanto delle consulenze. Ed ancora la funzione di controllo deve essere separata da quella della programmazione. Secondo l'art. 17 del decreto legislativo 229/99 la programmazione è una prerogativa del direttore generale e del collegio di direzione (costituito dalla figure: direttori distretto, direttori ospedale, direttori dipartimento). Ed ancora da dove e soprattutto da che nasce, il piano di riorganizzazione aziendale. Quale è il metodo statistico - epidemiologico e l'indagine conoscitiva prospettica? O per essere più chiari, il bisogno sanitario della popolazione (espresso e non) che è alla base principale della programmazione e della riorganizzazione dell'attività sanitaria».
Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche. «Tenendo presente che attualmente sono attivi nella nostra Azienda 331 posti letto di medicina generale, mentre vi sono vistose carenze di posti letto di branche di medicina specialistica». Insomma. la riunione di ieri, si è trasformata ben presto in una sorta di fuoco incrociato,contro CavalIotti, che ha dapprima incassato i colpi per poi rispondere punto per punto su tutte le accuse che gli sono state mosse, con grande sicurezza e soprattutto con la certezza di chi è convinto di aver fatto le cose giuste. A rincarare la dose anche il consigliere regionale, Francesco
De Angelis. L'unico che si è discostato dalla contestazione generale, il presidente della commissione sanità, Alessandro Foglietta, che da grande mediatore, si è appellato agli otto mesi di gestione Cavallotti. Sottolineando, comunque, che nonostante la situazione disastrosa ereditata dal dirigente, qualcosa ad oggi si è mosso, con risultati più che positivi. «E' vero - ha proseguito - molto ancora deve essere fatto, come credo sia necessario verificare e controllare l'operato del dott. Cavallotti, che può sembrare ad una prima verifica di aver commesso solo errori, in realtà sono state messe in campo una serie di azioni che hanno determinato una serie di cambiamenti positivi. Quello che invece vi invito a pensare e che esiste un progetto su cui si deve lavorare in piena concertazione: umanizzazione e centralità dell'uomo, del malato. Criticare è facile, ma allo stesso tempo non si può pensare che il direttore, abbia a sua disposizione una bacchetta magica. Ci sono ancora 18 mesi, vi invito quindi ad attendere ed a giudicare a fine percorso. Non è possibile pensare di arrivare ad una determinazione in soli otto mesi di lavoro, in un'Azienda Sanitaria disastrosa».