Cronaca di Frosinone

Martedì 27 Novembre 2001
CEPRANO Presidio sanitario
I letti continuano a... scomparire

di EZIO NALLI

CEPRANO - Ci risiamo. Rimessa in discussione la riconversione dell’ex ospedale «Ferrari» di Ceprano. I timori tornano, e ancora più forti, in seguito all’operazione compiuta l’altro giorno quando, presso il presidio sanitario, è giunto personale dell’Asl che ha provveduto a portare via i letti del primo piano dell’ala centrale del «Ferrari», dove è prevista la realizzazione del reparto di riabilitazione post acuzie, con venti posti letto.
Già in precedenza era stato tentato il blitz e i letti rimasero soltanto grazie all’intervento del vice sindaco Carnesecchi. Poi, come si ricorderà, ci sono state rassicurazioni da parte del direttore generale dell’Asl Carmine Cavallotti che ha confermato agli amministratori comunali sia la realizzazione del reparto di riabilitazione, sia la creazione di una residenza sanitaria assistenziale per anziani, con ben quaranta posti letto e sia il potenziamento del punto di primo soccorso, dei poliambulatori e dei servizi di radiologia, cardiologia e laboratorio analisi.
Ora i dubbi e le perplessità aumentano, proprio in seguito allo smantellamento dei letti che sarebbero stati trasferiti nel presidio di Ferentino, dove sono previsti servizi analoghi a quelli programmati per la struttura cepranese. A questo punto sarebbe necessario fare chiarezza sulle scelte che si intendono fare nella sanità ciociara a livello territoriale, fugando i timori della gente che rimane sconcertata nel veder togliere i letti acquistati per un servizio previsto in una struttura e che poi vengono misteriosamente trasferiti in un’altra, in questo caso quella di Ferentino, per la quale ultimamente si sono intensificati interventi politici (a ogni livello!) per l’attuazione della riconversione. E Ceprano, che è al centro di un vasto comprensorio, come al solito verrà ancora una volta penalizzato in nome della cosiddetta razionalizzazione della sanità, che con la razionalità ha ben poco a che fare. Infatti nel comprensorio di Ceprano non è presente un’adeguata assistenza sanitaria, proprio per la mancanza di una struttura, mentre in altre zone sono concentrate strutture ospedaliere e sanitarie in un raggio molto ristretto.
Perciò, dopo la disattivazione dell’ospedale «Ferrari», se non dovessero decollare nemmeno i servizi previsti dalla riconversione, Ceprano e i numerosi comuni del suo bacino di utenza, verranno ulteriormente penalizzati, sempre in nome della razionalizzazione. Per il momento i fatti vanno nella direzione contraria alle rassicurazione, per cui lo scetticismo sull’operazione aumenta mentre si affievoliscono le speranze anche per il potenziamento dei servizi esistenti, specialmente del punto di primo soccorso, del laboratorio analisi e del servizio di cardiologia.