Lazio

Domenica 23 Dicembre 2001
Alcuni prodotti potrebbero passare dalla fascia gratuita alla “B”

«Se programmare l’efficienza non basterà, sarà inevitabile immaginare forme di risparmio, intervenire con alcune operazioni ben mirate».
L’assessore alla Sanità, Vincenzo Saraceni cerca di essere realista. Del resto, se l’addizionale Irpef non si tocca, e il presidente Storace lo ha ribadito anche ieri, bisognerà intervenire in altro modo. Ma come? Che si fa se il governo non corregge l’indicazione del ministro Tremonti e non trasferisce al Lazio i mille miliardi richiesti?
«Ne parleremo solo dopo il 15 gennaio - spiega l’assessore, alludendo alla data prevista per la decisione finale - . Il problema non è solo nostro, le Regioni nel complesso devono trovare cinquemila miliardi».
«Per quanto ci riguarda - continua Saraceni - stiamo pensando di creare un gruppo di farmaci di fascia B, si pagherebbero ma solo in parte. E stiamo considerando anche altre ipotesi».
Quali? Peseranno sui cittadini? «No, pensiamo - spiega ancora l’assessore - a prescrizione di farmaci generici; erogazione diretta dei farmaci al momento delle dimissioni dell’ospedale per almeno sette giorni; distribuzione anche nelle Residenza sanitarie assistenziali e per l’assistenza a domicilio. E a farmaci che potrebbero passare dalla attuale fascia A (quella gratuita) alla C, il collirio tanto per fare un esempio».
Altro problema da affrontare è la riduzione delle spese per il Pronto soccorso. «Bisogna intervenire sui cosiddetti codici bianchi, le presunte urgenze che non necessitano di ricovero, qui l’ipotesi è l’introduzione di un ticket», ammette l’assessore .
È comunque presto per parlarne. Per il momento Saraceni preferisce ricordare quello che si è già fatto. I tempi di di attesa che per molti tipi di esami sono stati quasi dimezzati, ad esempio.. Verrà realizzato un Centro unico di prenotazioni che metta in rete tutte le strutture pubbliche del Lazio, oltre ad un call center, che consenta anche le refertazioni per via telematica. Per quanto riguarda invece l'assistenza domiciliare, oltre all'aumento dei posti nelle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) che saliranno a 9 mila nel prossimo triennio, la Regione prevede di attribuire a queste strutture anche una funzione di domiciliarità.
Sul fronte della prevenzione, Saraceni annuncia l'aumento delle risorse, che passeranno dall'attuale 2,5% ad almeno il 5%. «In ospedale - ha sottolineato Saraceni - ci dovrà andare solo chi sta veramente male». Il piano sanitario della Giunta stabilisce infatti la riduzione al 4 per mille dei posti letto e l'abbattimento del 30% di quelli chirurgici.
E l’opposizione? «Non ho ancora avuto la possibilità di vedere nel dettaglio i provvedimenti varati dalla Giunta Storace - ha dichiarato il consigliere regionale dei Democratici di sinistra Giulia Rodano -. Dalla prime informazioni, mi sembra che si tratti di provvedimenti contraddittori e confusi, dai quali sembra emergere un modello di sanità sempre più individualistico e mercantile».
«Sulle tariffe si ribadisce aggravandola - aggiunge la Rodano - una politica delle tariffe che ha prodotto quell'aumento immotivato della spesa a cui abbiamo assistito nell'ultimo anno, una vera e propria inflazione sanitaria». Secca la replica del presidente Francesco Storace: «La Rodano non ha letto i provvedimenti, visto che prende fischi per fiaschi».

C.Mar.