Cronaca di Frosinone

Domenica 16 Dicembre 2001
PONTECORVO Nonostante la promessa del manager dell’Asl durante un convegno tenuto nella città
Il reparto di pneumologia attende il potenziamento
Purtroppo a distanza di mesi, a parte le «frizioni» per la mancata autonomia, nulla è cambiato

di UMBERTO PAPPALARDO

PONTECORVO - «Mi premurerò di potenziare Pneumologia, anche perché il servizio è stato molto apprezzato dagli utenti».
Questo concetto è stato espresso dal direttore generale, Carmine Cavallotti, durante i convegni sulla sanità, svolti nella città fluviale, alla presenza del presidente della Commissione alla sanità, Alessandro Foglietta, e dell’on. Benito Savo.Sono trascorsi diversi mesi dalla «promessa», ma nulla è mutato. Anzi, la mancata «autonomia» sta creando frizioni, che potrebbero provocare effetti nefasti al reparto.
L’aver inglobato Pneumologia e Fisiopatologia respiratoria nella medicina generale, è stato un atto inopportuno nei confronti degli operatori sanitari di quelle due discipline, i quali, pur prodigandosi con oltre le loro possibilità fisiche, non avranno mai un minimo riconoscimento, giacché colui che «raccoglie» i frutti del loro lavoro è il primario di medicina generale Fanelli. La confusione di ruoli sta provocando un «disimpegno», anzi una «fuga», dal «Pasquale Del Prete» non solo perché è carente di alcuni macchinari essenziali, ma anche perché vengono frustate le aspettative nella progressione della carriera, soprattutto dei medici.
Il direttore sanitario del polo D dovrebbe segnalare queste circostanze, ma è in altre faccende affaccendato. Ma la posizione stessa del direttore sanitario, che opera a Cassino, è in conflitto con gli interessi del nosocomio cittadino.
«La distribuzione degli infermieri - precisa la referente del Centro per i "Diritti del cittadino"- potrebbe essere uno dei tanti motivi che cela il conflitto di interessi: un primario di un reparto di Pontecorvo chiede un certo numero di lavoratori (paramedici), per il buon funzionamento del reparto, il direttore sanitario del polo D, osteggiare la richiesta, suggerendo che la metà dei lavoratori richiesti siano assegnati al presidio di Cassino. L’esempio è stato ispirato da un fatto concreto». Da tempo è stato segnalato al manager Cavallotti l'opportunità di nominare un «responsabile» per il «Pasquale Del Prete», che abbia un potere decisionale autonomo da quello del direttore del polo D. Il motivo è semplice: i lavoratori del nosocomio cittadino si sentirebbero più tutelati da un saggio atto di decentramento amministrativo.