Cronaca di Frosinone

Mercoledì 5 Giugno 2002
Frosinone/Il liquido serve a curare la leucemia, ma il centro raccolta chiude il giovedì sera
Donare il sangue durante il parto per salvare vite? No nel weekend

di GIANPAOLO RUSSO

Volete donare il sangue contenuto nella placenta del vostro utero subito dopo il parto per poter salvare altre vite umane? Bene, purchè non partoriate nei fine settimana. Da circa due anni, presso l'ospedale Umberto I di Frosinone, è possibile donare il sangue contenuto nella placenta dell'utero femminile, utile per curare gravi malattie del sangue come la leucemia. La città di Frosinone è, anzi, una delle poche città d'Italia dove viene offerta tale opportunità. Peccato, però, che l'occasione di donare qualcosa che possa salvare altre vite umane abbia una scadenza temporale: chi partorisce dal venerdì alla domenica non può donarlo. Motivo? Il centro di raccolta e di lavorazione del sangue del Policlinico di Roma è chiuso. Un problema quindi comune a tutta la Regione. «Le risorse umane ed economiche sono purtroppo limitate - dichiara il primario di ginecologia dell'Umberto I, Lucio Di Muccio. In media noi riusciamo a prelevare 4-5 sacche di sangue a settimana. Queste vengono immediatamente inserite in appositi contenitori e conservate in frigoriferi speciali. Nell'arco di 24 ore devono quindi essere trasferiti al centro di Roma per la lavorazione. Se si supera tale lasso di tempo il sangue non è più buono. Ecco perché, visto la chiusura del centro e il ristretto tempo a disposizione, le donazioni possono avvenire solo sino a giovedì. Le donne che ci richiedono di usufruire di tale opportunità sono tante, circa il 50% delle donne partorienti». Buio totale nel resto della Ciociaria. Né a Cassino né a Sora è possibile donare il sangue della placenta. «Eravamo pronti - dichiara Francesco Suppa primario di ginecologia dell'ospedale SS. Trinità di Sora - ma da Roma ci hanno bloccato. Tutto un processo di lavorazione costa, infatti, circa 20 milioni di lire e i fondi a disposizione sono quelli che sono».
Sulla questione è intervenuto in prima persona il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace: «Questi centri di raccolta sono appena 4 in tutta Italia - afferma - e Frosinone è una delle poche città che ha aderito a tale progetto. L'impegno è quello di trovare sempre maggior fondi per tale importante iniziativa. A me, comunque, risulta che il centro di raccolta è chiuso solo la domenica».
«L'obiettivo - gli fa eco il direttore generale della Asl Carmine Cavallotti - è quello di trovare i fondi necessari per realizzare un centro di raccolta anche nella nostra provincia. Avverto, infatti, sempre più l'esigenza da parte delle donne di donare tale sangue».