Cronaca di Frosinone

3 ottobre 2002
Ospedale, rivolgersi altrove
Futuro del «Pasquale Del Prete»: scetticismo per la trovata televisiva
PONTECORVO Ieri mattina diretta televisiva con la trasmissione «I fatti vostri» su Rai 2

di UMBERTO PAPPALARDO

PONTECORVO — Qualche minuto in diretta televisiva su Rai 2 per parlare dei problemi dell’ospedale.
Grazie alla trasmissione televisiva «I fatti vostri» il consigliere dell’Udc Eleuterio Moretta ha avuto l’opportunità di fare una diagnosi precisa sul «P. Del Prete»: smantellarlo sarebbe antieconomico. Il consigliere Moretta, rispondendo a una domanda rivolta dall’intervistatore, ha chiarito che «i motivi per difendere l’integrità del "P. Del Prete" sono diversi. Anzitutto l’ospedale – ha sostenuto Moretta – è posto a una distanza di pochi chilometri dall’uscita del casello autostradale, che costituisce lo sbocco per l’Abruzzo e per Formia. Inoltre, i servizi che eroga ai centoquarantamila assistiti sono di buona fattura. Ma il dato più rilevante è che i posti letto rientrano nel numero indicato dalla finanziaria, cioè rispecchiano lo standard nazionale». Anche l’assessore alla salute Angelo Reccia ha ribadito e rafforzato i concetti espressi da Moretta. Il sindaco Roscia ha sottolineato che «costringere i nostri malati a raggiungere altri presidi sanitari, significa mettere a rischio la vita dei nostri malati, senza considerare che costringere i malati a emigrare oltre regione per curarsi è un’operazione antieconomica sia per il paziente che per l’Azienda. Colgo l’occasione per avvertire che, se non saranno riconosciute le nostre ragioni, ricorreremo a manifestazioni più eclatanti».
I cittadini, che hanno seguito il collegamento televisivo, sono scettici sull’utilità di questa iniziativa. «Il nostro interlocutore – spiega un cittadino – deve essere l’assessore regionale alla salute. Manifestare il nostro malcontento al ministro Sirchia è una perdita di tempo, giacché non ha alcun potere di "guarigione". Tanti accorrono al capezzale del "P. Del Prete", ma nessuno finora ha fatto alcunché. Non siamo liberi neanche di ammalarci. Noi non vogliamo la luna: vogliamo quattro reparti che funzionino perfettamente. Il resto lo diano pure a Cassino: ha fatto sempre la parte del leone. Ma per l’ospedale lotteremo fino all’ultima goccia di sangue».