Cronaca di Frosinone

Venerdì 17 Gennaio 2003
Il primario: «Ora rimane il problema dell’organico. Mancano un medico, cinque infermieri e due caposala»
Dialisi, arrivano nuovi posti letto
L’Azienda sanitaria ha acquistato nuove apparecchiature per il reparto

di GIANPAOLO RUSSO

Nuovi posti letto al reparto di Dialisi dell'ospedale di Frosinone. L'azienda sanitaria comunica, infatti, che con l'acquisto di nuove apparecchiature i posti letto passano da 15 a 17, così come previsto dal piano sanitario locale. Di questi posti letto, dieci sono riservati ai malati cronici nel centro polifunzionale di via Fabi e dell'ospedale Umberto I, due all'emergenza, due per la dialisi peritoneale, uno per i malati con particolari esigenze cliniche e due per i pazienti affetti da epatite B. Attualmente sono 362 i pazienti trattati presso la struttura sanitaria. Si tratta, di sicuro, di una buona notizia, vista la carenza cronica di posti letto per la cura dei pazienti affetti da problemi al rene.
Proprio tale mancanza aveva, infatti, scatenato le proteste da parte di alcuni pazienti in cura nel reparto di dialisi che lamentavano carenze ed inefficienze. Il primario, dottor Franco Scaccia ha voluto precisare quanto segue: «Il reparto di dialisi - dichiara - svolge il servizio secondo le modalità stabilite per legge. Certo, non mancano i problemi come quello del personale che è sott'organico: rispetto a quanto previsto, infatti, mancano all'appello un medico, 5 infermieri (attualmente sono 21, ma tre sono in infermità), un ausiliario (ora sono cinque) e due caposala (adesso non c'è n'è nemmeno una). Nonostante lo sdoppiamento del reparto tra Ospedale (viale Mazzini) e Città della Salute (via Fabi) il servizio viene svolto, comunque, con la massima professionalità». E per quanto riguarda la mancanza di medicine indispensabili nel reparto? «C'è stato un problema durante le festività - ribatte il primario - purtroppo noi più che fare gli ordinativi non possiamo fare. Il problema mi sembra che sia stato risolto proprio oggi».
I pazienti, inoltre, avevano manifestato perplessità sul numero di malati in cura presso l'azienda sanitaria evidenziando che molti di loro venivano "dirottati" in strutture private. «Il reparto da me diretto - continua Scaccia - viaggia a pieno regime. Purtroppo ogni anno si aggiungono 25-30 nuovi malati e i posti letto sono sempre quelli. Calcolando come 4-5 persone in cura ogni anno non sopravvivono, le rimanenti persone non possono soddisfare le loro esigenze proprio per tale mancanza».