Cronaca di Frosinone

Giovedì 23 Gennaio 2003
Cassino/Per la diatriba Asl- imprese
Nuovo ospedale, si allungano i tempi e l’Ulivo accusa

di DOMENICO TORTOLANO

Si annunciano tempi lunghi per la consegna del nuovo ospedale di Cassino in costruzione nell'ex vivaio della Forestale in via San Pasquale a Cassino per una spesa complessiva di circa 50 milioni di euro. Infatti continua dall'estate scorsa lo scontro fra l'Asl e le ditte costruttrici (Consorzio Ati) sulla perizia di variante al progetto generale resosi necessaria per alcune modifiche strutturali in corso d'opera. A lanciare l'allarme sui ritardi è un medico, il consigliere comunale dell'Ulivo, Gianfranco Petrillo, il quale in una nota ripercorre l'iter della diatriba. " Il sindaco - scrive Petrillo- non è mai riuscito a portare in comune il Commissario dell'Asl Domenico Stalteri affinché relazionasse sullo stato della nostra sanità e sui lavori di costruzione del nuovo ospedale. Dopo le nostre critiche sulla variante generale del progetto, che per noi non doveva essere inviata al Nucleo di Valutazione Regionale, ancora non si è addivenuti alla fine di questa vicenda nonostante la presenza di rappresentanti locali in Regione."

Il progetto di variante fu approvato dall'Asl il 5 aprile dello scorso anno e trasmesso, per conoscenza in Regione, ma dall'azienda sanitaria qualche dirigente decise, impropriamente, di risottoporlo al Nucleo regionale di Valutazione. E così dopo 9 mesi il 18 dicembre scorso quest'organismo di controllo ha ritenuto la variante "coerente con il progetto originale". "La regione - spiega Petrillo- ha dato ragione a chi, come noi, riteneva questo passaggio solo una perdita di tempo. Sembrerebbe di poco conto ma sta creando un'intollerabile diatriba tra l'Asl e l'ATI, ditta incaricata dei lavori. Infatti quest'ultima ritiene che il giorno d'approvazione della variante sia da considerare il 18 dicembre e non il 5 aprile 2002 come sostiene l'Asl, e pertanto dopo aver boicottato ben due incontri con i responsabili aziendali, il 20 dicembre ha rifiutato di sottoscrivere "l'atto aggiuntivo". Per Petrillo se l'approvazione della variante dovesse partire come sostiene l'Ati dal 18 dicembre e non dal 5 aprile la ditta appaltatrice oltre a prendersi altri 9 mesi per la consegna, si appresterebbe a chiedere un risarcimento per il "fermo dei lavori" in questo periodo, di circa 20 miliardi di vecchie lire. "Questo trucchetto - osserva ancora Petrillo - considerato ad oggi il prosciugamento del ribasso d'asta, porterebbe a tempi infiniti per l'ultimazione dell'ospedale. Infatti dovremo richiedere altri finanziamenti. Se il problema non troverà soluzione immediata sicuramente troverà, malgrado tutti noi, soluzione in altri palazzi, quelli della magistratura."