Cronaca di Frosinone

Venerdì 7 Marzo 2003
L’indagine, coordinata dalla Federlazio, servirà a migliorare le condizioni di vita in fabbrica e negli uffici
Mobbing, un questionario lo scoverà
Un campione di mille lavoratori sarà sottoposto ad un test anonimo

di GIANPAOLO RUSSO

E' iniziata la lotta contro il fenomeno del mobbing in provincia di Frosinone. Un problema quello delle disuguaglianze e delle discriminazione sui posti di lavoro che riguarda sempre più i lavoratori nelle aziende private ma anche pubbliche anche se sinora è stato difficile valutarne l'esatta entità. Così è partito il progetto Equal denominato Sam ("Struggle against Mobbing") sostentuo dalla provincia di Frosinone, l'Asl, l'Università di Cassino, la Federlazio, i comuni di Cassino, Formia e Frosinone con l'obiettivo appunto di analizzare il fenomeno sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Anche la provincia di Latina dal canto suo ha aderito all'iniziativa. Ieri la presentazione ufficiale in un'apposita conferenza stampa tenutasi nella sede della Federlazio del capoluogo. Il progetto dal costo di un milione e 296 euro è stato interamente finanziato dalla Regione Lazio. «L'obiettivo del progetto - spiega il responsabile Vincenzo Nocifora - è quello di rilevare ed analizzare le situazioni di mobbing presenti sui luoghi di lavoro. Le discriminazioni sui posti di lavoro possono avvenire per vari motivi: razza, lingua, religione, condizioni di salute, preferenze sessuali, ecc. Il fine è quello di stabilire quanto questo fenomeno sia presente sul nostro territorio provinciale». Il piano operativo prevede l'esame di un campione di 1000 lavoratori tanto nella pubblica amministrazione che nelle aziende private. Al campione verrà somministrato il questionario "Lipt" versione modificata del questionario di Leymann, professore dell'Università di Stoccolma e primo studioso del fenomeno mobbing in Europa. Il questionario, in forma strettamente anonima, intende rilevare gli aspetti psicosociali, psicofisici e socio professionali del mobbing. «L'obiettivo finale - dichiara Silvio Ferrauti, vice presidente della Federlazio - è quello di migliorare le condizioni di vita nell'ambiente di lavoro». Durante la presentazione sono intervenuti anche esponenti sindacali alcuni dei quali hanno indicato la strada da seguire: «Occorrerebbe - ha affermato Romano Fratarcangeli segretario provinciale della Cisl - capire l'incidenza del mobbing in provincia di Frosinone. Non vorrei che il progetto navigasse nel buio. Una base di partenza per un'analisi approfondita potrebbe, ad esempio, esser data dal numero delle vertenze in corso contro le aziende». «Sono favorevole - ha dichiarato Benedetto Mollica segretario provinciale della Cgil - a qualsiasi iniziativa in cui si pone al centro dell'attenzione le condizioni di lavoro dei lavoratori stessi». Al progetto hanno aderito anche altri organismi presenti sul territorio. «L'azienda sanitaria - dichiara Antonio Corbo in rappresentanza della Asl - partecipa al progetto in quanto rientra nella salvaguardia della salute psichica dei cittadini. Noi saremo interessati specie nella terza fase quando il nostro personale specializzato opererà all'interno dei centri di ascoltare per verificare i casi di mobbing emersi». «Punti di ascolto - è intervenuto Mario Russo assessore alle politiche sociali del comune di Cassino - saranno creati anche presso gli enti locali come il nostro». «Questo progetto - ha aggiunto Michele Marini vice sindaco di Frosinone - determina un servizio aggiuntivo per le famiglie che sono le prime a subire gli effetti del mobbing e delle malattie psichiche che esso arreca alle persone colpite».