Frosinone/I professori: «Quattrocento
bambini vengono assistiti a singhiozzo e le patologie non
regrediscono» Riabilitazione: sos degli
insegnanti La Asl: «Siamo in emergenza, non
c’è personale sufficiente per il servizio»di GIAMPAOLO RUSSO
«Alcuni nostri alunni
con gravi patologie psicomotorie non ricevono in maniera costante una
fisioterapia o una giusta assistenza». E' questa la denuncia di alcuni
insegnanti che hanno riscontrato il problema nelle loro classi. «La cosa più
grave - continuano - è che molti bambini sottoposti a trattamento dopo qualche
tempo vengono nuovamente abbandonati. Quando l’assistenza riprende le condizioni
sono peggiori di prima. E Per alcuni, affetti da queste patologie, il lavoro
deve essere continuo». I bambini sono assistiti dal centro di unità
riabilitativa dell'Asl di Frosinone che, proprio in questo momento si trova in
grave difficoltà, causa mancanza di personale. Sono oltre 400 i bambini in cura
nel presidio di Frosinone che comprende, oltre al capoluogo, anche i territori
di Boville, Ripi, Torrice, Arnara e Veroli. E per la loro assistenza ci sono
appena due neuropsichiatri, due psicologi (uno è a part-time), tre infermieri,
un psico motricista, un logopedista. Del tutto insufficienti per garantire una
copertura di tutti i pazienti. E così le liste di attesa crescono e i tempi per
ottenere l'assistenza si aggirano in media sui tre mesi, con punte di sei.
«Siamo in emergenza - spiega la dottoressa Daniela Pezzella, responsabile del
servizio di riabilitazione di Frosinone - Molto del personale ha contratti a
termine che, una volta scaduti, non sono stati rinnovati in attesa delle
assunzioni promesse. Da un mese le cose sono peggiorate: abbiamo dovuto
sospendere il trattamento per parecchi bambini e non riusciamo ad assisterne più
di 12 a settimana». Dalla nuova pianta organica sono previsti quattro
logopedisti, tre fisioterapisti, tre psicologi, tre neuro psichiatri. «Con
questo personale - continua la dottoressa Pezzella - i tempi si ridurrebbero
della metà». Intanto c'è da precisare che sono in crescita le malattie ed i
ritardi mentali (bambini con difficoltà a parlare, a scrivere, a leggere, a
memorizzare), mentre calano i casi di problemi motori. Crescono anche i bambini
sottoposti a trattamento fin dai primi anni. «Una volta se a due o tre anni il
bambino non parlava - conclude la responsabile del servizio - i genitori non
erano preoccupati ma preferivano attendere (parlerà più avanti si diceva). Oggi
è diverso».
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