Cronaca di Frosinone

Martedì 17 giugno 2003

Fiat/Segretario del sindacato ottimista
La Uil: «Dall’anno prossimo stop alla cassa integrazione»

di DOMENICO TORTOLANO

«Dal 2004, dopo la fuoriuscita dei pensionabili, non dovrebbero esserci più periodi di cassa integrazione nello stabilimento Fiat di Piedimonte». Lo ha dichiarato il segretario provinciale della Uil, Francesco Giangrande, il quale ammette che con la riduzione del personale scenderà anche il livello produttivo. «L'incertezza del mercato dell'auto- afferma il sindacalista- non promette il recupero dell'occupazione che si sta perdendo con la mobilità, ma il restyling della Stilo per fine anno ed una nuova auto entro il 2005 potrebbero dare garanzie al futuro occupazionale dello stabilimento». Nella fabbrica cassinate, secondo indiscrezioni sindacali, si dovrebbe produrre entro i prossimi anni un'auto di grossa cilindrata ma per ora c'è il timore di perdere altri posti di lavoro.
Infatti nelle aziende terziarizzate ci sono ancora lavoratori in cassa integrazione. Alla Logint ce ne sono 80 ancora a zero ore e lunedì prossimo Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm ne discuteranno all'Unione Industriale di Frosinone con l'azienda per conoscere la data del rientro. Cassa integrazione ordinaria, invece, alla Comau con 38 persone, all'Apco con 20 a rotazione e alla Sistemi Sospensioni con 25. Per i sindacati la mobilità non dovrebbe essere attuata nelle fabbriche dell'indotto. Critico come sempre, invece, il Sin.Cobas che contesta la mobilità di 334 lavoratori della Fiat che non vengono rimpiazzati. «Il quadro che ne esce fuori- afferma il coordinatore Franco Di Domenico- è che tra qualche anno l'intera zona del cassinate sarà attraversata da una grave crisi legata alla riduzione o alla totale dismissione dell'industria automobilistica. Gravi sono state le responsabilità di forze politiche e sindacali che nei mesi scorsi con illusioni e false promesse hanno continuato a stroncare le lotte dei lavoratori Fiat per la salvezza dell'impresa. Il SinCobas non è contrario al ricorso alla mobilità volontaria, incentivata e collegata al pensionamento dei lavoratori, ma questo provvedimento non deve diventare uno strumento per smantellare gradualmente l'industria italiana».
Dal canto suo l'assessore provinciale al lavoro, Oreste Della Posta, sollecita l'utilizzo da parte della Regione Lazio dello stanziamento di 25 milioni di euro per la realizzazione di impianti per la componentistica dell'auto nel cassinate al servizio sia della Fiat che di altre fabbriche. Intanto mentre salgono le vendite della Stilo Multi Wagon rimane stabile la berlina. E per liberare i piazzali dello stabilimento dai modelli a tre e cinque porte la linea A che produce la berlina si fermerà dal 25 giugno al 4 luglio.