Cronaca di Frosinone

Lunedì 26 gennaio 2004

SALUTE/CEREALI VIETATI
Celiachia, una sindrome sommersa: 4.000 ciociari non sanno di essere malati

di ALESSIO PORCU

La bambina piange, stira le gambette e le braccine. E’ come se avesse male alla pancia. Mangia con avidità, eppure c’è qualcosa che non quadra: non cresce, perde peso. La signora si guarda allo specchio, vede il ventre gonfio, eppure non mangia poi così tanto; le dicono che «è colite, deve calmarsi, è colpa dello stress». Invece le cose non stanno così. Si chiama “morbo celiaco”: è una sindrome che colpisce l’intestino limitando le sue capacità di assorbimento, a scatenarla sono tutti i cibi che contengono il glutine e cioè una proteina presente nei cereali (grano, orzo, avena, segale) e tutti i loro derivati. Chi ne soffre, per tutta la vita non potrà mangiare pane, pasta, pizza, pasticcini e tutto ciò che è prodotto con la farina (in quanto derivato del grano). In provincia di Frosinone soffre di celiachia una persona ogni 120–130 abitanti: una cifra altissima, al punto che la Società Medica del Cassinate (un’associazione no profit che riunisce decine di dottori) ha voluto dedicargli un convegno.
Dai lavori dell’incontro “Argomenti di Gastroenterologia Pediatrica” è emerso che per ogni caso diagnosticato ne esistono altri 9–10 non ancora individuati, negli adulti spesso i sintomi della celiachia vengono confusi con quelli della colite da stress. In Ciociaria, la Asl rilascia a circa 550 pazienti celiaci le ricette mediche per l’acquisto dei cibi alternativi; questo significa che sono almeno cinquemila i ciociari che soffrono della malattia e almeno quattromila non lo sanno. «E’ necessario approntare un programma di indagine guidata – ha sostenuto la pediatra Paola Martini – che consenta l’individuazione dei casi sfuggiti alla diagnosi». Perché in Ciociaria così tanti casi restano nell’ombra? «Il problema non è locale bensì nazionale, questo dato è valido sull’intero territorio italiano». A dare un contributo potrebbe essere la realizzazione presso la Asl d’un centro di raccolta ed elaborazione dei dati medici su questa patologia.
In tutto il territorio provinciale, ci sono solo due strutture dell’Asl attrezzate per le analisi con cui scoprire se un bambino (ma anche un adulto) è celiaco: si trovano a Frosinone e Sora. Ancora peggio sul fronte dei negozi dove è possibile comprare alimenti alternativi, realizzati con prodotti senza glutine: non ci sono centri specializzati (l’unico nel basso Lazio è a Spigno Saturnia, in provincia di Latina) bisogna rivolgersi alle farmacie o ai pochi negozi di articoli sanitari riforniti, solo negli ultimi tempi le grandi catene di distribuzione stanno offrendo alcuni prodotti.