Cronaca di Frosinone

Sabato 9 settembre 2006

Ospedali, continua la grande fuga
Petrillo:« Se continua così dovremo girare i fondi alle altre Asl»

di DOMENICO TORTOLANO

"E' troppo elevata la mobilità dei pazienti da un ospedale all'altro con ripercussioni economiche per le Asl". Lo sostiene il delegato alla sanità del comune di Cassino il consigliere Gianfranco Petrillo che è riuscito a comparare i dati dei ricoveri del 2005 e del 2005 che si riferiscono solo alla migrazione intraregionale, sfugge a quest'analisi l'ampiezza del fenomeno extra Regione Lazio. "La mobilità passiva- spiega Petrillo- è quel fenomeno che si produce quando i pazienti di una determinata Asl si rivolgono ad altre Asl per ottenere prestazioni che non vengono erogate oppure ritengono essere qualitativamente inaccettabili all'interno delle strutture di appartenenza. Il fenomeno non solo ha effetti economici, in quanto le prestazioni eseguite all'esterno devono essere pagate dall'Asl di provenienza, ma è quasi un indicatore della qualità dei servizi che vengono erogati in un determinato territorio". Nei distretti di Anagni-Alatri, Frosinone,Sora e Cassino la migrazione intraregionale dei ricoveri nel 2001 è stata di 23.457 pazienti mentre nel 2005 di 30.216 con un costo complessivo 81.714.718 euro.
La disciplina che produce più migrazione passiva è la Chirurgia Generale con 3.694 ricoveri intraregionali, costo 10.721.292 euro; seguono Ostetricia con 2.243 costo 4.176.220 euro; Ortopedia 2.192 costo 6.548.280 euro; Medicina 2.013 con una spesa di 4.886.658 euro; Pediatria 1594, costo 1.635.668; Urologia 1.457.665 euro.
L'11,2% della migrazione è occupato dalle Malattie dell'Apparato Cardiovascolare, il 10,9% dalle Malattie del sistema Muscolo Scheletrico, l'8,2% dalle Malattie dell'Apparato Digerente, il 7,7% dalle Malattie del Sistema Nervoso, il 7,7 dalle Malattie Endocrine, il 7,3 dalle Malattie Mieloproliferative e Neoplasie, il 5,5% dalle Malattie ORL; per un totale del 58,5%, il restante 41,5% riguarda le patologie minori.
" I ricoveri intraregionali -osserva Petrillo- dal 2001 al 2005 sono aumentati di ben 6.759, il fenomeno è senza dubbio allarmante, anche in considerazione che in quest'analisi non sono compresi i ricoveri extra Regione Lazio. Se non si porrà rimedio presto finiremo per girare tutto l'importo dell'assegno dei finanziamenti che riceviamo ad altre Asl per pagare i ricoveri. La regione Molise, poco distante, ci fa concorrenza prevalentemente con branche neurochirurgiche e neurologiche, la regione Campania ci sottrae la cardiologia e la cardiochirurgia, comincia a far sentire la sua presenza la regione Abruzzo che sta qualificandosi con alcune branche di chirurgia endoscopica e chirurgia generale. Non c'è da stare allegri nemmeno per le branche minori. Infatti se la loro sofferenza in termini di migrazione appare scarsa, è pur vero che l'incidenza di queste patologie è meno rilevante».