IL SOLE 24 ORE

20 dicembre 2006

L'advisor conferma il «rosso» del Lazio

di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)

È di 9,734 miliardi, come denunciato dal governatore Piero Marrazzo, il debito "occulto" verso i fornitori accumulato dal Lazio tra il 2003 e il 2005 ed ereditato dalla precedente giunta di centrodestra. Di questa ingentissima massa di scoperto, i crediti transatti sono pari a 6,240miliardi, quelli non transatti ammontano a 3,494 miliardi.
È questa la conclusione, sul versante squisitamente finanziario, cui arriva la relazione consegnata da Franco Masera (Kpmg), l'advisor scelto da Governo e Regione per certificare la situazione della sanità laziale, a Tommaso PadoaSchioppa e a Marrazzo. Una relazione, insieme al piano di rientro da 788 milioni in via di definizione da parte della Regione, propedeutica anche per definire la partecipazione statale al deficit ereditato dal centrodestra, come le modalità di spalmatura negli anni del maxi disavanzo. L'accordo tra Governo e Regione, almeno sul piano di rientro, dovrebbe essere sottoscritto entro Natale.
Il rapporto dell'advisor, mette a nudo l'estrema criticità in cui versano le aziende sanitarie laziali, con singole Asl (la «C» e la «E», in particolare) oberate di debiti anche da 2 e da 1,3 miliardi.
Indice puntato anche sulle operazioni di finanza strutturata: se nell'immediato hanno risolto la «grave tensione finanziaria » verso i fornitori, si afferma, gli impegni assunti con le cartolarizzazioni «e il relativo profilo temporale finiscono per disallineare sempre più la gestione economica dai fabbisogni finanziari, notevolmente gravati dalla rinegoziazione dei debiti pregressi su scadenze mediolunghe». In sostanza, si mette in guardia, si finisce per scaricare sulle gestioni future una pesantissima e difficilmente gestibile eredità finanziaria.
Alla Regione, si conclude, serve in ogni caso una urgente correzione di rotta gestionale.
Occorre, in buona sostanza, un sistema affidabile di «planning control», oggi assolutamente carente. In questa direzione, non mancano raccomandazioni specifiche da parte dell'advisor. A cominciare dalla necessità di arrivare a una «normalizzazione amministrativa » dei bilanci per raggiungere al massimo in due anni «l'effettiva certificabilità (e affidabilità) dei bilanci civilistici e degli aggregati gestionali». Ma serve anche al più presto il rafforzamento dei controlli e la messa a punto di criteri contabili e obiettivi di spesa efficienti e garantiti.